10 album folk metal dalla Cina
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10 album folk metal dalla Cina

Dopo un breve excursus nel folk metal dell'America Latina, ritorniamo nella parte Orientale del mondo, precisamente in Cina, passaggio, meta e origine

di Elisa Tonini 16 Settembre 2026 - 14:32 — agg. 17 Settembre 2026 - 22:09
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Dopo un breve excursus nel folk metal dell'America Latina, ritorniamo nella parte Orientale del mondo, precisamente in Cina, passaggio, meta e origine nelle grandi migrazioni della storia.

Gli echi lontani della ricca e variegata scena folk metal cinese non smettono mai di affascinare. Ciò che accomuna i gruppi, pur nella diversità stilistica è l'eleganza poetica, colta e meditativa, caratteristica che sta alla base della potenza indubbia dei brani. Altro punto chiave è una grande armonia di fondo nonostante eventuali forti contrasti.
Nella scena cinese figura un'ampia scelta di strumenti a corda, ad arco ed a fiato, fra cui, per esempio, l'erhu, il guzheng, il dizi ed il pipa. In certe regioni come la Mongolia Interna ed altre aree confinanti con la Mongolia, è utilizzato anche il morin khuur e le sonorità folk metal assumono tonalità mongole appunto.

Una precisazione

I dieci album qui sotto rappresentano per la sottoscritta il meglio che la scena folk metal cinese possa attualmente offrire. Come per gli altri articoli già pubblicati, si tratta di scelte personali, in linea con emozioni che attraversano il tempo in varie sfumature.
Ovviamente ciò può non riflettere le opinioni di chi legge e, in tal senso, c'è il mondo da cui poter scegliere.
Poiché sono già stati dedicati interi articoli, è escluso il folk metal mongolo ed il folk metal da Taiwan (di cui tra l'altro è da rispettare lo spirito indipendentista). Si considera unicamente l'uso della lingua e degli strumenti tradizionali locali.
L’ordine scelto è quello alfabetico per gruppo, e, se sono state inserite più opere di uno stesso artista, l'ordine degli album segue l'anno di uscita.

Come per tutti gli altri approfondimenti già pubblicati, date anche un occhiata a fine articolo per altre gustose chicche.

I magnifici 10 album folk metal dalla Cina

Black Kirin (黑麒麟)

Formati nel 2012 a Changchun ( provincia di Jilin) i folk/black/death metallers Black Kirin sono autori di diversi EP, singoli, live album, box set e tre full-length, di cui uno acustico. Fra questi, l'album "National Trauma" (2015) si fece notare con il suo indomito spirito teatrale, fortemente influenzato dall'opera cinese. "Nanking Massacre" perderà molto queste influenze ma ha comunque alcuni assi nella manica, anche grazie ad un cantante da urlo. Scegliamo entrambi.

"National Trauma" / 哀郢 ( 2015)

L'opera è presente sia in cinese che in inglese ma noi ovviamente consideriamo unicamente quella cinese, ben più emozionante e, soprattutto, autentica.

Le vibranti e solari melodie folk ed i vistosi elementi dell’opera cinese (opera di Pechino) sono ciò che distingue la proposta dei Black Kirin dalla massa. In particolare, la cantante かおり anima le tracce con il suo cantato-recitato acuto e tagliente, donando un effetto spiritato, oscuro ed eccentricamente vivace. Assieme alla voce maschile - a seconda dei casi aspra o profonda - forma un avvincente e teatrale dinamismo. La luce, l'oscurità ed i contrasti emotivi sono uniti anche grazie all’erhu, al guzheng, al pipa, ed altri strumenti a fiato ed a percussione. Un album non per tutti, tuttavia, se gli date una possibilità potrebbe conquistarvi.
Per chi scrive, le tracce migliori sono "Death Contract" (投名状) ed "Eagle" (无双), splendide nella loro epica scintillante e virtuosa.

"Nanking Massacre" (金陵祭) (2018)

Anche in questo caso, l'album è presente sia in cinese che in inglese, ma noi ovviamente consideriamo unicamente quella cinese per ovvie ragioni.

Come detto, rispetto al precedente le sonorità operistiche sono state fortemente ridotte, tuttavia non manca l'intensità ed il dramma infuse in ogni singola traccia. Funzionano particolarmente i brani cantati, splendidi a livello compositivo ed esecutivo, soprattutto grazie a Code (cantante dei taiwanesi Anthelion) che porta le tracce ad un altro livello espressivo. Si pensi alla marziale, devastante "The Song” (金陵祭贰之恶业) ed alle epiche “I. Da Qu” (金陵祭壹之大曲) - drammaticamente elegante - e “Wangchuan River” (金陵祭叁之忘川) - la più in linea con il lato poetico di "National Trauma"-

Nella versione digipack del CD vi è una bonus-track, una sorta di ri-registrazione di “Death Contract” che funge da (graditissimo) contentino.

Bliss-Illusion (虚极)

Band nata nel 2016 a Pechino, i Bliss-Illusion sono una creatura del dinamico frontman Dryad (altresì artista solista). La particolarità della band è essenzialmente quella di combinare sonorità post-black metal, shoegaze e post metal con elementi tratti dalla musica cinese e dal buddismo, da cui emerge senza dubbio il full-length "Shinrabansho" (2018)

"Shinrabansho"/森罗万象 (2018)

Quest'ottimo full-length è una sorta di preghiera buddista, tra rituali e meditazioni sospese e dilatate, che paiono superare il dolore dell'esistenza umana. Un'opera in bilico tra pace interiore e furia, tra il sacro ed epici sussulti pagani, attraverso cui si snoda un sentimento cinese, esaltato dal turbinante e leggero flauto.
Per chi scrive, le tracce migliori sono le rituali “Sunyata” - epica e poderosa - “Pass Away” - più riflessiva - e “Naraka” - più furiosa-.

P.s. Di "Shinrabansho" esiste anche una versione strumentale.

DreamSpirit (梦灵)

Nati nel 2005 a Tai'an (provincia dello Shandong) i DreamSpirit si fanno notare con il loro heavy/power vibrante, unito a melodie ispirate al folk tradizionale cinese. Tra una miriade di singoli, EP e live album, figurano tre full-legth, a partire da “Mountains and Rivers / 江山", "General Triumphant/将·军" (2017) e "A.D.1279)/ 公元壹贰柒玖" (2021). Senza indugiare, noi decidiamo di includere quest'ultimi.

"General Triumphant" / 将·军" (2017)

Il loro secondo full-lenght, è un concept album dalle sonorità heavy/power classico eppure granitico. Seppur gli strumenti tradizionali cinesi siano meno usati rispetto all'esordio ed al successivo, l'animo folk è espresso dalle melodie delle chitarre, abbinate ad un tiro orecchiabile ma all'occorrenza virtuoso.
La scelta dei Nostri di continuare ad usare la lingua cinese e (in misura minore rispetto al precedente disco) il cinese classico nelle liriche, non fa che rendere il tutto ancora più autentico.
Per chi scrive, i brani migliori sono le combattive e dirette "Go Out to Battle", ‘Of Daggers and Men’ e la più meditativa ‘Morbid Souls’

"A.D.1279" / 公元壹贰柒玖" ( 2021)

Il terzo full-lenght del gruppo si fa notare per le sonorità compatte ma più complesse e ricche rispetto al precedente lavoro. Oltre al pipa ed al guzheng, figura occasionalmente il throath singing, quest'ultimo in linea con le tematiche dei testi, ambientati sullo sfondo della guerra tra la dinastia Song e l’Impero Mongolo.
Esalta la varietà umorale dell'opera, tra indomito spirito guerriero, cameratismo e dramma.

Per chi scrive, i brani migliori sono la malinconica “Lonely Shadow”, la turbinante "Chaotic world" e la marziale "Mungun Tana”.

Frozen Moon (冻结的月亮)

Nati a Jinzhou nel 2001, i Fronzen Moon sono essenzialmente autori di svariato materiale, fra cui alcuni live video e due EP, da cui emerge senza dubbio “Legend of East Dan II”. Si tratta di un'opera folk/ pagan/ black alquanto fuori dagli schemi ed è il punto forte che li distingue.

“Legend of East Dan II” ( 2020)

Il folk black metal viene filtrato qui in un'ottica moderna ed avant-garde dalle tinte scintillanti, echi teatrali e melodie complesse, a tratti heavy. E' un'opera tecnologica e pazza, molto buona nel suo genere.

Colpiscono fra tutti l'affascinante e poderosa traccia di apertura “Heyday of East Dan"/盛世東丹 e la spirituale ma pazza “The Signs”/天兆

Fu Xi (伏羲)

Nati nel 2005 a Lanzhou ( provincia di Gansu) i Fu Xi paiono incarnare più di tutti il lato colto, pacato e malinconico della cultura cinese, ma tutt'altro che privo di slanci combattivi. Il loro folk metal, perlopiù in bilico tra post metal e doom, si è materializzato unicamente nel loro ottimo full-length “In the Quiet Road / 在寂静的路上”.

"In The quiet Road" / 在寂静的路上 (2009)

Impossibile non rimanere colpiti dalla calma stoica, accentuata dalla calda e vellutata voce maschile. Si tratta di un punto di forza, che li distingue da una grande fetta di musicisti che cerca di impressionare gli ascoltatori facendo più rumore possibile. Qui le esplosioni emotive sono poche ma sentite, abrasive, eppure, come appena detto, è l'aspetto più riflessivo e misurato a incantare.
Per chi scrive, le tracce migliori sono: "Month of the Red Soul”, la title-track e soprattutto “The Dance”

Mysterain (小雨樂隊)

Nati nel 2005 a Guangzhou nel Guangdong, i Mysterain sono un raro esemplare di metal a base sinfonica in Cina. Ad ora hanno prodotto cinque album, un EP, un live video e svariati singoli, tuttavia sono due full-lenght ad emergere, ovvero "Fall of the Song Dynasty” (2020) e "一 霎千尘" ( 2024), album folk metal sinfonico perlopiù a voce femminile, impreziositi da trame ed assoli creati dal guzheng e dal flauto di bambù. In questa top però puntiamo principalmente su "Fall of the Song Dinasty".

"Fall of the Song Dinasty"/宋陨星辰 (2020)

Il terzo full-length dei Nostri avvolge con la sua atmosfera colta, serafica ( data dall'affascinante voce femminile) ma anche determinata e battagliera. Colpisce per originalità l'uso della voce maschile di scuola opera cantonese in “The Heroine”, funzionale nel raccontare una storia antica, vera. Si tratta di una donna che indossò l’armatura e partì per assistere il marito generale in guerra.
Certo, non un album perfetto ma è da quest'album che i Mysterain rivelano maggiormente la loro personalità.
Oltre alla coraggiosa "The Heroine" assolutamente incantevoli le meditative "Ancient Scroll”, “Sinful Petals” e “Dance in Fall”

Song of Chu (楚歌)

Formati nel 2006 a Pechino, i Song of Chu fondono melodie folk cinesi con una robusta base di stampo groove. Ad ora hanno rilasciato unicamente l'album "Yan Huang" un esordio che denota una personalità di rispetto nel panorama locale. Alla batteria figura una batterista donna (蒋娜), di grande talento.

 Yan Huang/ "炎凰 " (2016)

Un album dalle sonorità pulsanti e decisamente moderne, abbinate all'amore per la propria tradizione e cultura, tra percussioni, guzheng e strumenti fiato. Colpisce la maestosità delle composizioni, unite ad una spinta decisamente epica ma anche malinconica, a tratti. "Teng Chao" è la canzone un po' fuori dal coro, avendo all'occorrenza alcune melodie di sapore mongolo.
Tra le nove tracce spiccano l'implacabile e maestosa "Cao Yuan Mu Ge"/草原牧歌 ed il solenne spirito battagliero di "Hei Long Dao"/黑龙岛

Vengeful Spectre (殒煞)

Nati in primavera del 2019 a Shantou nella provincia del Guangdong, i Vengeful Spectre propongono un folk black/death nel loro omonimo esordio, mentre nel successivo "Vengeful Spectre II" si addentrano su sonorità più doom e meno folk. Senza indugio scegliamo l'omonimo album, compatto ma estremamente ricco dal punto di vista strumentale, in cui figurano pipa ed altri strumenti tradizionali a fiato.

"Vengeful Spectre" / 殒煞 ( 2020)

Lasciatevi incantare dal suo folk black/death granitico e dalla sua furia maestosa ed oscura, a tratti virtuosa, caratteristiche accentuate dalle raffinate melodie tradizionali.
Tra tutti, emerge "Rainy night carnage" un dinamico e vibrante trionfo, seguito dal più atmosferico "Desperate War".

Conclusioni

Non è stato affatto facile scegliere tra molte opere decisamente ricche di fascino e qualitativamente valide. Una vera e propria lotta nel cuore e nell'animo.
Qui sotto sono inclusi altri brani ed album assolutamente degni di nota ma che purtroppo non hanno avuto spazio nella top.

Black Kirin (黑麒麟) - da segnalare la title-track dell' EP intitolato "Qinhuai"/秦淮" (2019), che essenzialmente contiene l'EP "Nanking" (南京). "Qinhuai" colpisce con una furia sognante, puntellata dalla leggera voce femminile, a tratti gotica.

Li Dao - "3000 Tombs" - Ad ora questa cantante pare aver prodotto solo quell' incantevole brano. Un pezzo che conquista con il suo folk-heavy diretto e corposo, guidato dall'aggraziata voce femminile ed incorniciato dalle scorribande disperate degli strumenti tradizionali, nonché dai poderosi cori maschili.

Mysterain - "一 霎千尘" ( 2024) In quest'album i cinesi irrobustiscono il sound pur mantenendo un'indubbia classe melodica e l'atmosfera colta e poetica. Purtroppo, non figura la voce maschile di stampo operistico, tuttavia è un album molto valido, nonostante alcuni difetti del precedente lavoro. Da segnalare le tracce :"云烟" e "暮云舞"

Tra i due singoli pubblicati dai Mysterain nel 2025, "粤子魂" vede finalmente il ritorno della voce maschile e delle sonorità legate all'opera cantonese, in un avvincente duellare.

ObscureDream (晦涩梦境乐队) - one-man band del polistrumentalista Filth, cantante attuale dei Black Kirin.

L'EP "Blood Of Phoenix"/ 凤凰血 (2016) è un ascolto raccomandato, specie per la title-track, black/symphonic virtuoso dalle tinte folk di grande intensità ed eleganza.

Ritual Day (施教日) - storica band nata nel 2000 a Pechino. Si reputa degno di nota "Weak Light Of Silence"/暗夜微光 dall'omonimo EP del (2019) e dall'album "Unholy Year"/未卜之年 (2024), un brano folk-black sinfonico potente ed epico, puntellato dal pipa. Peccato che la maggioranza dei loro brani non sia così.

Shihu (噬湖) - "White poetry" /茫茫集 ( 2023). Diciamolo, l'esordio di questa band formata a Pechino nel 2017 ricorda fortemente "National Trauma" dei Black Kirin: vi canta la stessa voce femminile di stampo operistico-pechinese (刘烁宇) e la stessa base black/death in un vibrante tappeto folk. Rispetto ai primi però, l'animo degli Shihu pare ancora "più solare" e l'approccio dei brani  più diretto. La selezione di strumenti tradizionali denota maggiore varietà, in quanto figurano, a seconda dei casi, erhu, guqin, guzheng, pipa, sanxian, suona e sheng. "Paradise of the Disconsolate"/离恨天 è sicuramente il pezzo più sorprendente del lotto, tra sanxian giocoso, acre suona ed epica, selvaggia eleganza.

雪沉乐队 (Snowsedim) - "鹤行" (2021) band da Taiyuan nella provincia dello Shanxi, "鹤行" . Fra i cinque album prodotti, "鹤行" è quello che emerge qualitativamente. Un'opera che colpisce per una certa dualità nello spirito, tra un vorticoso e combattivo power/folk/death metal melodico e soluzioni folk a tratti vicini a "The Mantra" dei Tengger Cavalry. Ogni tanto emerge pure il throath singing. Tra i brani, da segnalare la ritualità granitica ed epica di "侠客行" (il brano più equilibrato di tutti), "辞"- per l'eleganza ipnotica in una sorta di crescendo estremamente intenso - e "丝绸之路 ‧ 天山" per l' animo pacifico eppure orgoglioso, in bilico tra prog-rock e U2.

Altra traccia da includere è "天咫" (dall'album "云中君") splendida nel suo dinamico e poderoso epico respiro.

Spring and Autumn (春秋) - Spring and Autumn (春秋) Gruppo storico heavy metal insieme ai Tang Dinasty (唐朝), formato nel 2000 a Pechino. L'omonimo debutto del 2006 merita attenzione poiché integra una base prog metal ed heavy con le multicolori suggestioni folk. Un classico della scena cinese. Da segnalare in particolare “The Subcelestial” e “The Last Page”.

Zuriakee (葬尸湖) - la suite "Sleepwalking ( I Moonpalace// II Sacread Walk//IIIA fond Dream)" vale da sola tutto "Gu Yan" (2015). Un pezzo che nonostante i 20 minuti abbondanti di durata scorre fluidamente tra monoliti depressive, scintillante folk ( fra cui guqin, xiao), soluzioni cinematiche ed epiche.
Da citare anche "Nostalgia" - un pezzo disteso, violento eppure meditativo, che incanta con melodie folk taglienti e tremolanti.

Elisa "SoulMysteries" Tonini

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