Heavy Fucking Metal Pillar: recensione Immortal (At The Heart Of Winter)
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Heavy Fucking Metal Pillar: recensione Immortal (At The Heart Of Winter)

Di seguito la recensione di At The Heart Of Winter, il quinto album dei blackster norvegesi Immortal così come uscita originariamente e in tempo reale

di Stefano Ricetti 14 Agosto 2026 - 12:33
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Di seguito la recensione di At The Heart Of Winter, il quinto album dei blackster norvegesi Immortal così come uscita originariamente e in tempo reale all’interno delle pagine della rivista Metal Hammer numero 4 dell’aprile 1999, a firma Emanuele Gentile, valido collega purtroppo mancato nel luglio 2025 a soli 61 anni, per arresto cardiaco.  

Buona lettura,

Steven Rich

IMMORTAL

At The Heart Of Winter

(Osmose Productions)

1999

'At the Heart of Winter' è certamente un album fondamentale per gli Immortal in quanto non sono più una semplice band underground e sono un puntino sotto la linea che delimita la super-liga del metal dal resto della scena. Pertanto, si può ben capire che questo nuovo CD degli Immortal rivesta un'importanza fondamentale sia per la band norvegese che per la loro etichetta. Alcuni segnali fanno capire quanto affermato.

Prima di tutto, Demonaz non fa più porte della band per via dei noti problemi ortopedici avuti nel corso dell'ultimo anno. Ma attenzione, non si tratta di uno split in quanto Demonaz è diventato ora il manager della band. La registrazione è stata effettuata presso i notissimi The Abyss Studios di Peter Tagtgren, forse i migliori per quanto riguarda la ricerca di un sound black metal violento e diretto, privo di inutili orpelli gotici e avanguardistici. Infine, la copertina. Per la prima volta nella sua storia la Osmose Productions invia i promozionali con una copertina non definitiva che fino od ora si può solo ammirare nelle biografie accluse ai promo-package inviati.

La Osmose Productions evidentemente sente l'importanza di questo nuovo album da parte di una delle band che hanno contribuito in maniera essenziale alle sue fortune. La copertina rappresenta al meglio il concept degli Immortal ed è opera del pittore francese Jean-Pierre Fournier. Con questi presupposti 'At the Heart of Winter' non poteva sbagliare... Così è stato!

Infatti, gli Immortal ci danno una lezione memorabile su come si suona black metal senza tempo e senza alcun bisogno di agganciarsi a trend imperanti (vero Cradle Of Filth e Dimmu Borgir?). Il suono esce brutale, diritto alle budella e senza nessun artificio manipolatore. Certamente, il sound grezzo degli inizi non c'è più, ma gli Immortal restano sempre gli Immortal a differenza dei labelmate Enslaved che con il loro ultimo album hanno un po' perso il senso di direzione.

Credetemi, 'At The Heart of Winter' è un album di straripante black heavy metal da infarto e delizia per le orecchie abituate a legnate micidiali!

IMMORTAL ARE REALLY IMMORTAL!

Emanuele Gentile

Articolo a cura di Stefano “Steven Rich” Ricetti

Elenco – con link incorporato – delle puntate precedenti di Heavy Fucking Metal Pillar:

CIRITH UNGOL (Frost & Fire)

DEATH SS (…In Death of Steve Sylvester)

HEAVY LOAD (Death Or Glory)

MANOWAR (Battle Hymns)

SAXON (Strong Arm Of The Law)

JUDAS PRIEST (Unleashed In The East)

IRON MAIDEN (Iron Maiden)

METALLICA (Ride The Lightning)

MOTORHEAD (Ace Of Spades)

MOTLEY CRUE (Too Fast For Love)

VIRGIN STEELE (Noble Savage)

RIOT (Fire Down Under)

RUNNING WILD (Gates To Purgatory)

WARLORD (Deliver Us)

SWORD (Metalized)

MERCYFUL FATE (Melissa)

SLAYER (Reign In Blood)

BATHORY (The Return……)

POSSESSED (Seven Churches)

MEGADETH (Peace Sells… But Who’s Buying?)

SLAYER (Hell Awaits)

VENOM (Black Metal)

SAVATAGE (Gutter Ballet)

OZZY OSBOURNE (Bark at the Moon)

HELLOWEEN (Keeper of the Seven Keys Part I)

DEATH (Scream Bloody Gore)

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